Cancro, la prima testimonianza è degli antichi egizi: si tratta di un tumore al seno

Il primo documento che parla di cancro risale al 3000 a.c., il Papiro di Edwin Smith, che descrive il cancro della mammella. È il più antico trattato di medicina giunto fino a noi

A dispetto di quanto si sia portati a pensare, il cancro è esistito per tutta la storia umana. Addirittura, alcuni risultati paleopatologici indicano che i tumori esistevano già negli animali preistorici, molto prima che l’uomo facesse la sua comparsa sulla Terra. Una diversa percezione deriva dal fatto che, nel secolo scorso, abbiamo assistito ad un progressivo aumento dell’aspettativa di vita e, dunque, dell’età media delle persone. Di conseguenza, anche il numero di persone che hanno sviluppato una neoplasia è andato aumentando. L’età avanzata, infatti, è uno dei principali fattori di rischio visto che la maggior parte dei tumori infatti si sviluppa in tarda età.

In medicina, la prima descrizione scritta di un tumore si trova nel papiro di Edwin Smith, il più antico trattato di medicina giunto sino ai giorni nostri, scritto intorno al 3000 a.C. Il nome deriva dall’egittologo statunitense Edwin Smith, che acquistò il papiro nel 1862 da un rigattiere. Scritto in ieratico (forma corsiva della scrittura geroglifica, comunemente usata dagli scribi egiziani), risale alla XVI-XVII dinastia del Secondo periodo intermedio dell’Egitto, all’incirca nel 1600 a.C., ma il papiro, sopravvissuto fino ad oggi, doveva essere la copia di un manoscritto risalente all’Antico Regno. Infatti, oltre all’utilizzo di una grammatica e di una terminologia arcaiche, all’interno del papiro ritroviamo la descrizione di casi verificatisi in un’epoca più lontana rispetto a quella in cui il papiro stesso viene fatto risalire. Il testo originale, dunque, è attribuito da alcuni ad Imhotep, un architetto, sommo sacerdote e medico del regno vissuto fra il 3000 ed il 2500 a.C.

Il papiro Smith è un papiro assolutamente unico e originale. A differenza degli altri testi di medicina egizia antica, infatti, all’interno del papiro Smith non si trovano diagnosi e cure mediche improntate sull’utilizzo di incantesimi e formule magiche, ma per la prima volta, in tutta la storia dell’Antico Oriente ed in generale in tutta la storia della medicina, viene utilizzato un approccio moderno e prettamente scientifico alla malattia, alle ferite ed alla cura del paziente.

Il trattato consiste nella costruzione di 48 casi, organizzati sistematicamente, cominciando da un’accurata analisi delle ferite alla testa e procedendo verso il basso attraverso il corpo, come un moderno trattato di anatomia. L’analisi anatomica, però, si ferma allo sterno, al di sotto del quale non vengono descritti casi, molto probabilmente perché il papiro non si è conservato nella sua interezza. La trattazione è affrontata scientificamente, con una particolare attenzione alla componente chirurgica e ogni caso è classificato da uno dei tre differenti verdetti: “favorevole”, “incerto” o “sfavorevole”.

Proprio quest’ultimo verdetto è riservato al primo tumore di cui si abbia testimonianza documentata. Un tumore sporgente al seno che l’autore del testo descrive come una grave malattia per la quale nessun trattamento era possibile. (A lato la parte del Papiro di Edwin Smith che parla del tumore al seno – Hajdu, 2011).

Un altro documento che parla di tumori risalente all’Antico Egitto è il Papayrus di Ebers, datato intorno al 1500 a.C.. Questo trattato contiene il primo riferimento a un tumore dei tessuti molli e include riferimenti a possibili tumori della pelle, dell’utero, dello stomaco e del retto. Successivamente, gli egiziani tentarono di curare i tumori con cauterio, coltelli e sali, e introdussero tra le cure utilizzabili la pasta di arsenico che è rimasto in uso come “unguento egiziano” fino al XIX secolo.

FONTI:
1) Hajdu SI, Thun, MJ, Hannan, LM, Jemal, A, A note from history: landmarks in history of cancer, part 1., in Cancer, vol. 117, nº 5, marzo 2011, pp. 1097–102, DOI:10.1002/cncr.25553, PMID 20960499;
Link: https://acsjournals.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/cncr.25553
2) Grange JM, Stanford JL, Stanford CA, Campbell De Morgan’s ‘Observations on cancer’, and their relevance today, in Journal of the Royal Society of Medicine, vol. 95, nº 6, 2002, pp. 296–9, DOI:10.1258/jrsm.95.6.296, PMC 1279913, PMID 12042378.
Link: https://journals.sagepub.com/doi/pdf/10.1177/014107680209500609

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