I numeri del cancro nel 2019: “serve la prevenzione primaria”

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Negli ultimi mesi del 2019 è stata pubblicata la nona edizione del volume “I numeri del cancro in Italia”, nato dalla collaborazione tra AIOM e AIRTUM per fotografare i dati epidemiologici relativi ai tumori in italia e il loro andamento. In calo i nuovi casi e la mortalità, divario nord-sud per la sopravvivenza a 5 anni

Negli ultimi mesi del 2019 è stata pubblicata la nona edizione del volume “I numeri del cancro in Italia”, un progetto nato nel 2011 dalla collaborazione iniziale tra AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) ed AIRTUM (Associazione Italiana dei Registri Tumori). L’obiettivo è quello di fotografare anno per anno i dati epidemiologici della patologia neoplastica in Italia e il loro andamento negli anni. Il progetto si è poi arricchito del contributo di Fondazione AIOM, a testimonianza dell’importanza del coinvolgimento anche dei pazienti oncologici e delle associazioni, e delle realtà PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), PASSI d’Argento e SIAPEC-IAP.

Nel volume vengono riportati i dati di incidenza di tumori in Italia nell’anno appena concluso. I nuovi casi di tumori maligni registrati sono oltre 371.000, comunque in calo rispetto al 2018 quando erano stati contati più di 373.000 nuovi casi. Il tumore della mammella è la neoplasia più frequentemente diagnosticata nella popolazione italiana (53.500 casi), seguito dal tumore del colon-retto (49.000), del polmone (42.500), della prostata (37.000) e della vescica (29.700).

Sono in calo, però, le neoplasie del colon retto (grazie agli effetti dello screening oncologico che permette di interrompere la sequenza adenoma-carcinoma del colon), dello stomaco, del fegato e della prostata e, solo negli uomini, i carcinomi del polmone, che, invece, continuano ad aumentare fra le donne (+2,2% annuo) per la preoccupante diffusione dell’abitudine al fumo di sigaretta fra le italiane. In crescita anche il tumore della mammella e, in entrambi i generi, quelli del pancreas, della tiroide e i melanomi, in particolar modo al Sud.

Il tumore del polmone rappresenta ancora la causa più frequente di morte per neoplasia in Italia, seguito dal tumore del colon-retto, della mammella, del pancreas e del fegato. Per valutare gli andamenti di incidenza e mortalità negli anni e comprendere quanto abbiano influito gli interventi sanitari in termini di prevenzione, diagnosi e trattamento, il volume fa riferimento a dati standardizzati, calcolati al netto dell’invecchiamento della popolazione.

I trend temporali indicano che nel periodo 2003-2014 anche la mortalità continua a diminuire in maniera significativa in entrambi i sessi. È questo il risultato di più fattori: la prevenzione primaria ed in particolare la lotta al tabagismo, la diffusione degli screening su base nazionale, i miglioramenti diagnostici, i progressi terapeutici (chirurgici, farmacologici, radioterapici) e l’applicazione sempre più su larga scala di una gestione multidisciplinare dei pazienti oncologici.

La sopravvivenza a 5 anni (uno dei principali outcome in campo oncologico, come viene spiegato nell’introduzione del volume) permette di valutare l’efficacia del sistema sanitario nei confronti della patologia tumorale ed è condizionata da due aspetti: la fase nella quale viene diagnosticata la malattia e l’efficacia delle terapie intraprese. Complessivamente le donne hanno una sopravvivenza a 5 anni del 63%, migliore rispetto a quella degli uomini (54%).

Questo risultato è in gran parte determinato dal tumore della mammella, la neoplasia più frequente nelle donne, caratterizzata da una buona prognosi. Le persone che si sono ammalate nel 2005-2009 hanno avuto una sopravvivenza migliore rispetto a chi si è ammalato nel quinquennio precedente sia negli uomini (54% vs 51%) sia nelle donne (63% vs 60%). Negli uomini le sopravvivenze migliori si registrano per i tumori del testicolo, della prostata e della tiroide. Nelle donne, invece, per i tumori della tiroide, della mammella e per il melanoma. La sopravvivenza peggiore per entrambi i sessi riguarda ancora il tumore del pancreas (inferiore al 10%).

Confermato il divario Nord-Sud. Nel Settentrione si registrano valori più elevati di sopravvivenza rispetto alle Regioni del Mezzogiorno. Le percentuali più elevate di sopravvivenza a 5 anni si registrano in Emilia-Romagna e Toscana sia negli uomini (56%) sia nelle donne (65%). Per quanto riguarda la prevalenza in termini assoluti, sono circa 3.460.000 le persone vive nel 2019 in Italia con una pregressa diagnosi di tumore: il 30% dei prevalenti uomini ha avuto una pregressa diagnosi di carcinoma della prostata e il 44% dei prevalenti donne un carcinoma della mammella.

Questi numeri – si legge nel volume – sono in continua crescita e richiedono un’attenta valutazione per l’impatto sanitario e sociale in termini di programmazione del follow-up e della riabilitazione. Tra le novità di quest’anno c’è l’inserimento di nuovi capitoli che riguardano gli screening implementati in Italia e il profilo di salute e i fattori di rischio delle persone ultra-69enni con pregressa diagnosi di tumore. Il continuo aggiornamento e monitoraggio dell’epidemiologia oncologica in Italia permette di valutare l’impatto delle strategie di prevenzione dei tumori e dei sistemi diagnostico-terapeutici in Italia, nell’attesa di una completa implementazione delle Reti oncologiche Regionali“.

I numeri e gli andamenti della patologia neoplastica riportati nel volume (presentato a Roma nell’Auditorium del Ministero della Salute) possono rappresentare un riferimento in sanità pubblica in merito a scelte e programmazioni future, che dovranno tener conto della necessità di investimenti importanti in termini di prevenzione primaria per poter ridurre il rischio di ammalarsi di tumore.

Per chiunque voglia approfondire, il volume è reperibile gratuitamente a questo link: https://www.aiom.it/wp-content/uploads/2019/09/2019_Numeri_Cancro-operatori-web.pdf

In alternativa, può essere scaricato cliccando qui in basso.

LEGGI ANCHE: Cancro, la prima testimonianza è degli antichi egizi: si tratta di un tumore al seno

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