Il possibile legame tra disturbi del sonno e tumori

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Dormire poco e male riduce le difese immunitarie e comporta squilibri di vario genere. Studi recenti hanno evidenziato che disturbi del sonno e bassi livelli di ossigeno nel sangue possono incidere sullo sviluppo di alcune tipologie di cancro

Gran magistero della natura fu quello d’interrompere, per modo di dire, la vita col sonno. Questa interruzione è quasi una rinnovazione, e il risvegliarsi come un rinascimento.” (Giacomo Leopardi)

Esperienza che accomuna gli esseri viventi del Pianeta, il dormire costituisce un’attività fondamentale per lo stato di salute e per la qualità di vita.

Ogni essere vivente possiede al proprio interno una sorta di orologio biologico che gli consente di regolare le proprie attività secondo il ritmo della giornata.

Il corpo umano, parimenti a quello di molti animali, è soggetto ai ritmi circadiani, cicli di durata compresa tra le 20 e le 28 ore che coinvolgono diversi processi fisiologici del nostro organismo, quali la regolazione della temperatura, la secrezione ormonale e l’alternanza sonno-veglia.

Per le persone di tutte le fasce di età, sono ampiamente dimostrati i benefici – in termini di migliori prestazioni diurne e di maggior benessere psicofisico – derivanti da un buon sonno, regolare e ristoratore.

Lo scorso 19 Marzo si è celebrata la 14esima edizione del World Sleep Day, evento organizzato annualmente dalla World Association of Sleep Medicine (WASM) con l’obiettivo di porre in evidenza a livello globale la misura degli impatti sulla salute umana cagionati dai disturbi respiratori del sonno e le principali novità terapeutiche.

Negli anni recenti, diverse ricerche scientifiche hanno cercato di approfondire i possibili effetti del sonno discontinuo sullo sviluppo dei tumori.

Preliminarmente, soffermiamo la nostra attenzione sulla Apnea Ostruttiva del Sonno (OSA – Obstructive Sleep Apnea), una patologia molto frequente, dovuta ad ostruzione o collasso delle vie aeree superiori mentre l’organismo si sforza di respirare: i polmoni cercano di espandersi, ma non ci riescono a causa di un’ostruzione del passaggio dell’aria a livello delle prime vie respiratorie. In quel momento, l’organismo è posto a dura prova, in quanto si intensifica la frequenza cardiaca, diminuisce il livello di ossigenazione nel sangue, aumenta la pressione arteriosa a livello generale e polmonare, si superficializza il sonno. Dunque, questa malattia comporta una transitoria e ripetuta interruzione del respiro durante il sonno ed è generalmente associata al russare. Essa interessa soprattutto i soggetti obesi, fumatori e consumatori di alcool. Precedenti studi clinici hanno associato questa patologia, oltre che a problemi di stanchezza e sonnolenza diurna, a malattie cardiovascolari e diabete.

Secondo uno studio condotto presso l’Università di Chicago – pubblicato nel 2014 sulla rivista Cancer Research – un sonno disturbato e discontinuo, turbato da frequenti risvegli, potrebbe peggiorare la prognosi dei tumori, aumentandone l’aggressività e la capacità di invadere i tessuti circostanti. Il meccanismo dipenderebbe dal sistema immunitario che in presenza di sonno irregolare non riuscirebbe a contrastare efficacemente la malattia. 

L’indagine è stata condotta utilizzando due gruppi di topi con tumori, metà dei quali sono stati collocati in speciali gabbie in grado di simulare gli effetti di un sonno agitato, e l’altra metà in gabbie normali. Trascorse quattro settimane, i tumori sviluppati dalle cavie ospitate nelle gabbie che simulavano i disturbi del sonno sono risultati due volte più grandi rispetto ai tumori delle cavie che dormivano senza interruzioni. Proseguendo in nuova serie di esperimenti, i ricercatori hanno dimostrato che questi tumori sono anche molto più aggressivi, individuando un legame di tale fenomeno con alcune cellule del sistema immunitario chiamate macrofagi associati al tumore. Esistono due tipologie di queste cellule: le TM1 che inducono una forte risposta immunitaria contro il cancro, e le TM2 che invece creano un terreno fertile per il propagarsi del tumore, aumentandone la vascolarizzazione e – dunque – promuovendone la crescita. Analizzando le neoplasie sviluppate in presenza di sonno agitato, i ricercatori hanno scoperto la presenza in quantità molto elevata di TM2 associata ad elevati livelli di una molecola chiamata TLR4 (Toll Like Receptor 4). A questo punto, i ricercatori hanno replicato l’esperimento iniettando cellule tumorali in cavie modificate geneticamente per non esprimere la molecola TLR4; all’esito del nuovo esperimento, sono del tutto svanite le differenze nello sviluppo delle neoplasie tra gli animali con disturbi del sonno e quelli che dormivano regolarmente. 

Uno studio condotto presso la Facoltà di Medicina e Scienze della Salute dell’Università di Barcellona – pubblicato nel 2018 sulla rivista American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine – ha ipotizzato un legame tra OSA e sviluppo del cancro al polmone. Osservando i topi da laboratorio, i ricercatori hanno dimostrato infatti come la mancanza di ossigeno a intermittenza durante il sonno acceleri la crescita del tumore al polmone, ma soltanto nei soggetti più giovani; probabilmente, come è stato ipotizzato, a causa di una diversa risposta dei macrofagi e dei linfociti associati al tumore. Come ha dichiarato, Isaac Almendros, autore principale dello studio: “La nostra sfida è identificare nuove conseguenze dell’apnea nel sonno e contribuire allo sviluppo di una medicina personalizzata per la sua gestione“.

Un ulteriore studio condotto presso l’Ospedale di Tessalonica in Greciapubblicato nel 2019 sulla rivista European Respiratory Journal – ha evidenziato che le persone sofferenti di occlusione delle vie aeree durante il sonno e i cui livelli di saturazione di ossigeno nel sangue scendono frequentemente al di sotto del 90% presentano maggiori probabilità di ricevere una diagnosi di tumore rispetto alle persone esenti da tale disturbo. In particolare, lo studio ha rilevato una correlazione tra questo disturbo del sonno e le diagnosi di neoplasie al seno e alla prostata.

I ricercatori hanno sottoposto ad analisi i dati di 19.556 persone presenti nella Banca Dati Europea sulle Apnee Notturne (ESADA – European Sleep Apnea Data-base), uno studio multicentrico internazionale che include pazienti con OSA, finalizzato all’individuazione dell’eventuale nesso tra la gravità di questo disturbo, bassi livelli di ossigeno nel sangue e sviluppo del tumore. I partecipanti – suddivisi in 5.789 donne e 13.767 uomini – sono stati valutati anche secondo età, indice di massa corporea, livello di consumo di alcool e tabacco, trattandosi di potenziali fattori di rischio per lo sviluppo del cancro. Al fine di valutare la gravità dell’OSA e il legame con lo sviluppo del tumore, i ricercatori hanno osservato quante volte i partecipanti hanno avuto una chiusura parziale o completa delle vie aeree nel corso del sonno e quante volte durante la notte i loro livelli di ossigeno nel sangue sono scesi al di sotto del 90%.

Quando i ricercatori hanno nuovamente analizzato i dati in base al sesso dei partecipanti, hanno scoperto che le probabilità di diagnosi di tumore erano più alte nelle donne con OSA, e che queste donne avevano una diminuzione maggiore dei livelli di ossigeno nel sangue durante il sonno rispetto alle donne senza OSA. Tuttavia, questa tendenza non si verificava quando si confrontavano uomini con OSA rispetto a quelli esenti da tale disturbo; ciò anche considerando altre variabili potenzialmente impattanti sul rischio di sviluppare il cancro, quali età, indice di massa corporea, alcool e fumo. Per questo, i ricercatori hanno concluso che le donne con apnea ostruttiva del sonno hanno maggiori probabilità di sviluppare il cancro rispetto agli uomini affetti dal medesimo disturbo.

Lo hanno dimostrato i dati: tra i partecipanti alla banca dati ESADA, 388 persone (2%) hanno ricevuto una diagnosi per cancro in stato avanzato. In questo gruppo c’erano 160 donne e 228 uomini, ovvero il 2,8% di tutte le donne e l’1,7% degli uomini con un’età media superiore ai 50 anni. Nelle donne il tumore riscontrato più frequentemente è stato il cancro al seno, mentre per gli uomini il cancro alla prostata.

Dallo studio è altresì emersa la maggior diffusione del cancro tra le donne con disturbi da apnea ostruttiva del sonno rispetto agli uomini affetti da tale disturbo, anche dopo aver preso in considerazione fattori quali età, indice di massa corporea, consumo di alcool e abitudine al fumo.

Nonostante sia stato condotto su un numero molto elevato di persone, i ricercatori hanno riconosciuto che lo studio non ha considerato altri fattori potenzialmente incidenti sul rischio di cancro, come l’attività fisica dei partecipanti, il loro stato civile, il livello di istruzione e l’occupazione. Inoltre, hanno chiarito che i loro risultati non valgono a dimostrare che l’OSA provoca l’aumento del rischio di cancro, ma soltanto l’esistenza di un’associazione tra le due cose; pertanto, sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere come questo disturbo del sonno possa influenzare lo sviluppo del cancro.

Questa la dichiarazione di Athanasia Pataka, principale autrice dello studio: “Recenti studi hanno dimostrato che bassi livelli di ossigeno nel sangue durante la notte e disturbi del sonno, che sono entrambi comuni in chi soffre di apnea ostruttiva, possono giocare un ruolo importante nella biologia di diversi tipi di cancro. Ma quest’area di ricerca è molto nuova e gli effetti del genere di legame tra OSA e cancro non sono stati ancora studiati in dettaglio”.

Comunque, questo studio ha aggiunto importanti informazioni sul possibile legame tra l’apnea notturna e il rischio di sviluppare il cancro, nonché sulle potenziali differenze di genere. I medici sono chiamati ad una costante ed accurata vigilanza allorquando si trovano a valutare pazienti con possibile apnea ostruttiva del sonno, specialmente le donne (che possono presentarsi con sintomi meno comuni). Dunque, è necessario prestare attenzione ai soggetti sofferenti di insonnia, russamento, arresto della respirazione durante la notte, mal di testa mattutino, sonnolenza diurna e affaticamento; trattasi di una sintomatologia da non sottovalutare, in quanto potrebbe essere indicativa di malattie anche gravi, da diagnosticare tempestivamente. A questi pazienti bisogna consigliare di aderire alle opportune terapie e seguire uno stile di vita sano per gestire la loro condizione in modo efficace, svolgendo costante attività fisica, raggiungendo il peso corporeo ideale, limitando l’uso di alcool e non fumando.

Avv. Michele Ametrano

FONTI:

  • Giacomo Leopardi – “Zibaldone di pensieri” (1817-1832)
  • Fahed Hakim, Yang Wang, Shelley X.L. Zhang, Jiamao Zheng, Esma S. Yolcu, Alba Carreras, Abdelnaby Khalyfa, Haval Shirwan, Isaac Almendros and David Gozal – “Fragmented Sleep Accelerates Tumor Growth and Progression through Recruitment of Tumor-Associated Macrophages and TLR4 Signaling” in Cancer Research (2014). Link: https://cancerres.aacrjournals.org/content/74/5/1329
  • Marta Torres, Noelia Campillo, Paula N. Nonaka, Josep M. Montserrat, David Gozal, Miguel Angel Martinez-Garcia, Francisco Campos-Rodriguez, Daniel Navajas, Ramon Farré and Isaac Almendros – “Aging Reduces Intermittent Hypoxia-induced Lung Carcinoma Growth in a Mouse Model of Sleep Apnea” in American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine (2018). Link: https://doi.org/10.1164/rccm.201805-0892LE
  • Athanasia Pataka, Maria R. Bonsignore, Silke Ryan, Renata L. Riha, Jean-Louis Pepin, Sofia Schiza, Ozen K. Basoglu, Pawel Sliwinski, Ondrej Ludka, Paschalis Steiropoulos, Ulla Anttalainen, Walter T. McNicholas, Jan Hedner, Ludger Grote – “Cancer prevalence is increased in females with sleep apneoa – data from the ESADA” in European Respiratory Journal (2019). Link: https://erj.ersjournals.com/content/early/2019/03/06/13993003.00091-2019

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