La cura del cancro nel ‘600: le prime illustrazioni anatomiche e l’evoluzione della chirurgia

Dopo che nel ‘500 diventò più accettabile per i medici sezionare i corpi al fine di scoprire la causa della morte, la chirurgia oncologica progredì anche grazie alla diffusione di illustrazioni sempre più accurate

All’inizio del 1600, le dissezioni anatomiche e le illustrazioni erano state perfezionate al punto tale che i dettagli anatomici non illustrati erano ormai pochissimi. Man mano che venivano eseguite sempre più procedure operative e autopsie patologiche, arrivò, ad un certo punto,  il momento di correlare i risultati chirurgici e patologici alle situazioni dei pazienti vivi e la chirurgia oncologica fece passi da gigante.

Il primo chirurgo ad attuare tale confronto di routine fu Marco Aurelio Severino (1580-1656), lettore di Anatomia e Chirurgia nello Studio di Napoli dal 1622 al 1645, nonché medico di chirurgia pratica presso l’ospedale degli Incurabili di Napoli. È stato un riformatore della pratica chirurgica. In merito al comparto oncologico, nel suo libro del 1632, De Recondita, descrisse e illustrò tumori benigni e maligni di diversi organi, in particolare del testicolo, dell’ovaio e della mammella. Scrisse che i tumori al seno, se erano fissati alla parete toracica, erano maligni, mentre se erano liberamente mobili, allora si trattava di ghiandole benigne (fibroadenoma).

Severino sostenne l’asportazione chirurgica dei tumori benigni per scongiurare il rischio di cancerogenesi. Includendo ben 17 tavole nel suo libro, illustranti alcuni dei più grandi carcinomi e sarcomi su cui ha operato, fu il pioniere dell’illustrazione medica dei tumori (Fig. 1). Era consapevole del potenziale valore dell’esame microscopico e nell’ultima edizione del suo libro raccomandava proprio l’uso del microscopio – di recente invenzione – per l’esame dei campioni chirurgici.

Un grande tumore scapolo-omerale, molto probabilmente un sarcoma, illustrato da Severino nel De Recondita pubblicato nel 1632. Si tratta della prima illustrazione clinica di un tumore.

La distensione addominale (ascite) fu osservata in pazienti affetti da cancro da Jean Riolan (1577-1657), un medico francese, il quale raccomandava la paracentesi [1] per alleviarla. Il chirurgo tedesco Johannes Scultetus (1595-1645) nel suo Armamentarium Chirurgicum, pubblicato nel 1655, descrisse e illustrò il trattamento chirurgico dei tumori mediante escissione e amputazione. Trattava il cancro al seno mediante mastectomia seguita da cauterizzazione per controllare l’emorragia ed eliminare potenziali focolai di cancro rimanenti (Fig.2). Articoli, note e testi pubblicati di medici e chirurghi antichi e contemporanei su cancro e tumore furono raccolti, catalogati e pubblicati nel 1678 in un volume completo, intitolato Compleat Treatise of Preternatural Tumors, dal chirurgo inglese John Brown. Il testo di Brown era un’aggiunta a una raccolta meno elaborata di opere pubblicate sui tumori di Giovanni Ingrassia (1510-1580) di Napoli già pubblicata nel 1553.

Un’illustrazione della tecnica di mastectomia e cura post-operatoria di Scultetus, apparsa nell’edizione del 1655 del suo Armamentarium Chirurgicum.

La mastectomia con escissione dei linfonodi ascellari (mastectomia radicale modificata) venne descritta dal chirurgo tedesco Guilielmus Hildanus (1560-1634) nel suo libro Opera Observationum pubblicato postumo nel 1682. Era un sostenitore del trattamento del cancro mediante chirurgia radicale, in qualsiasi parte del corpo esso si trovasse.

Il medico praticante e chirurgo londinese William Salmon scrisse nel suo testo del 1686, Systema Medicinale, che i tumori erano “malattie chirurgiche” e potevano essere diagnosticati in una fase iniziale di crescita a condizione che si prestasse attenzione ai segnali di pericolo (Fig.7). Indicò l’urina sanguinante e l’ostruzione del flusso di urina come cause di infiammazioni, caruncola o cancro. Allo stesso modo, scrisse che il sangue nell’espettorato, nella tosse e nella mancanza di respiro fosse dovuto all’ostruzione di un bronco da parte del muco o del tumore nel polmone. Salmon sapeva che i tumori polmonari potevano essere primari o secondari, derivanti da tumori in altre parti del corpo (metastasi).

Una serie di lesioni anatomiche insolite e tumori furono descritte e illustrate dal chirurgo olandese Fredericus Ruysch (1638-1731) nel suo libro Observationum pubblicato nel 1691. In esso vi è la prima illustrazione di tumori papillari della vescica urinaria (Fig. 3). È interessante notare che in un’epoca in cui tagliare la vescica urinaria per i calcoli era pratica comune, l’asportazione chirurgica dei tumori papillari della vescica non era invece praticata. Il trattamento dei tumori benigni e maligni mediante compressione guadagnò terreno grazie agli sforzi di Charles Le Clerc (1644-1727), un eminente chirurgo di Parigi. Tuttavia, ammise nel suo La Chirurgie Complete, pubblicato nel 1695, che quando la compressione falliva, l’escissione chirurgica era obbligatoria.

Nel suo Observationum del 1691, Ruysch fu il primo a illustrare i tumori della vescica papillare.

Le tappe della ricerca oncologica, però, non costituirono in quegli anni un lineare percorso verso il progresso. Per esempio, due medici olandesi, Zacutus Lusitani (1575-1642) e Nicholas Tulp (1593-1674) arrivarono quasi simultaneamente all’erronea conclusione che i tumori fossero contagiosi, osservando la presenza di cancro al seno in membri della stessa famiglia. Lusitani e Tulp pubblicizzarono la teoria del contagio nelle loro monografie, pubblicate in modo indipendente rispettivamente nel 1649 e nel 1652. Per quanto riguarda la prevenzione del cancro, affermarono che i malati dovessero essere isolati in quartieri separati, preferibilmente fuori da città, paesi e villaggi. Anche il medico francese De Saint André scrisse sua monografia del 1687, Reflexions, che i tumori erano causati dall’accumulo di secrezioni corporee come saliva, bile, succo pancreatico e sangue mestruale. Tuttavia, nonostante il suo malinteso riguardo al ruolo delle secrezioni nella cancerogenesi, osservò con perspicacia come l’acidità nello stomaco favorisse l’ulcera, mentre l’alcalinità [2] favorisse il cancro.

[1] La paracentesi è una procedura medico-chirurgica di “minore entità” che consiste nella perforazione con un ago od un trequarti, di cavità organiche abnormemente ripiene di essudato e trasudato. Il termine deriva dal greco παρά che significa “attraverso” e κεντέω “pungo” (fonte Wikipedia).

[2] Con il termine alcalinità si esprime la quantità di sali con proprietà di alcali disciolti nell’acqua. Potrebbe molto semplicemente essere definita il contrario di acidità (fonte Wikipedia).

FONTI:
1) Hajdu SI, Thun, MJ, Hannan, LM, Jemal, A, A note from history: landmarks in history of cancer, part 2, in Cancer, vol. 117, nº 5, marzo 2011, pp. 1097–102.
Link: https://acsjournals.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/cncr.25553;
2) Hajdu SI, 2000 years of chemotherapy of tumors, in Cancer, vol. 103, n°6, febbraio 2005; pp. 1097-1102. Link: https://acsjournals.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/cncr.20908


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