Un paziente ha disegnato durante l’intervento di rimozione di un tumore al cervello

All’Ospedale Maggiore di Cremona, un paziente è stato sottoposto da sveglio alla rimozione di un tumore al cervello e durante l’operazione è stato impegnato a disegnare. “Mentre io operavo, lui disegnava. Vedevo le nostre mani allineate e impegnate contemporaneamente su fronti diversi. Un’immagine che non scorderò facilmente

Finalmente una bellissima notizia, il racconto di una storia di rinascita, particolarmente importante e significativa in quanto proveniente da Cremona, una delle città maggiormente colpite dal Covid-19.

Alcuni giorni fa, presso il Dipartimento di Neurochirurgia dell’Ospedale Maggiore di Cremona – Centro di primario valore medico-scientifico nel panorama regionale e nazionale – è stato realizzato un intervento chirurgico particolarmente complesso.

Un paziente, ambidestro e poco più che sessantenne, è stato sottoposto da sveglio alla rimozione di un tumore al cervello (glioma). Durante l’operazione, è stato impegnato a disegnare, secondo una metodica altamente specialistica, finalizzata alla verifica – in corso d’intervento – delle funzionalità del linguaggio, del movimento e delle abilità cognitive.

Questa storia rappresenta il segnale di un ritorno alla normalità, anche per gli ospedali che possono riprendere attività tanto complesse e delicate.

La chirurgia da sveglio è una metodica destinata al trattamento delle aree più critiche dell’organo cerebrale, come quelle legate al linguaggio e al movimento, e contempla la collaborazione attiva da parte del paziente durante l’intera seduta operatoria. In effetti, il paziente resta vigile, così da poter fornire – in modo immediato e costante – ogni necessario riscontro rispetto alle proprie capacità; tutto questo consente alla equipe di neurochirurghi di valutare in diretta se l’intervento stia procedendo positivamente o se la zona del cervello coinvolta stia subendo dei danni, riducendo così al minimo i rischi dell’intervento medesimo.

Il paziente operato a Cremona, durante la accurata fase preliminare di valutazione, aveva manifestato di disporre delle caratteristiche cliniche e dell’equilibrio psicologico adeguati a tale metodica di intervento.

Al riguardo, ha così dichiarato: “Certo avevo un po’ di preoccupazione, ma i medici e gli infermieri mi hanno saputo infondere fiducia e tranquillità sin dall’inizio. Sono arrivato in reparto con il mio inseparabile album e i colori. Il disegno e la pittura sono la mia passione, conservare questa abilità è molto importante per me”.

In effetti, prima dell’intervento, Antonio Fioravanti – Direttore dell’Unità Operativa di Neurochirurgia dell’Ospedale di Cremona – aveva scoperto la passione del paziente per la pittura e, nel contempo, aveva avvertito la sua preoccupazione per l’eventuale perdita di questa abilità artistica, per lui di fondamentale importanza.

Tale circostanza ha portato il neurochirurgo a condividere con il paziente la scelta di tale metodica di intervento.

Escluso il tempo di preparazione, l’intervento chirurgico è durato poco più di un paio d’ore. Nella prima parte, il paziente è stato sottoposto ad anestesia e, successivamente, svegliato durante l’asportazione del tumore.

Questo ha consentito all’equipe neurochirurgica di interagire con lui, chiedergli di parlare e – addirittura – disegnare in modo da poter verificare immediatamente l’eventuale comparsa di deficit.

Ha raccontato il paziente: “Disegnare in sala operatoria durante l’intervento è stato surreale, ma rilassante. Mi ha aiutato a distogliere il pensiero da quello che stava accadendo e a concentrarmi sulla natura. Per questo, ho scelto di disegnare un paesaggio con i pastelli acquerellabili: mi ha fatto stare bene, e con l’immaginazione, per un po’ di minuti, sono uscito dall’ospedale”.

Per il buon esito dell’intervento è stato di fondamentale l’utilizzo polivalente della tecnica della fluorescenza (mediante la quale si evidenziano le cellule tumorali), il neuronavigatore e il monitoraggio neurofisiologico.

Senza nascondere la propria umana emozione, Antonio Fioravanti, spiegando i dettagli dell’intervento ha dichiarato: “Mentre io operavo, lui disegnava. Vedevo le nostre mani allineate e impegnate contemporaneamente su fronti diversi. Un’immagine che non scorderò facilmente. Il risultato è un bellissimo paesaggio con un grande albero che – per l’Ospedale di Cremona – rappresenta il simbolo della rinascita”.

Il paziente ha annunciato che completerà il disegno durante la riabilitazione e lo donerà all’ospedale in segno di riconoscenza.

Avv. Michele Ametrano

FONTE: ASST Cremona


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