Il cancro non diventi la “c dimenticata”

La grande attenzione sull’emergenza coronavirus non deve far accantonare i riguardi nei confronti dei malati di cancro, i soggetti più vulnerabili in questa pandemia

Le grandi attenzioni di tutto il mondo sanitario sono in questa fase rivolte – comprensibilmente – all’emergenza Covid-19. Il coronavirus SARS-CoV-2 responsabile della malattia, infatti, è un agente nuovo alla comunità scientifica, totalmente sconosciuto fino a pochi mesi fa e sulla cui conoscenza, inevitabilmente, c’è ancora tanta strada da fare.

La lunghezza della strada da percorrere e gli inevitabili ostacoli che si troveranno nel percorso di progressiva conoscenza vanno, però, in contrasto con l’esigenza di celerità che si pone sulle spalle dei saperi scientifici. Per riportare il mondo alla normalità, infatti, è necessario arrivare ad una cura specifica, obiettivo che ad oggi sembra ancora abbastanza lontano.

Ed è proprio questo connubio tra il tanto lavoro che c’è da fare e l’esigenza da parte del mondo di avere una risposta quanto più rapida possibile a rendere concreto il rischio che si possano accantonare altri problemi con cui abbiamo fatto e dovremo necessariamente ancora fare i conti in futuro. Tra questi rientra a pieno titolo il cancro che, purtroppo e diversamente da noi, non è andato in lockdown. Le diagnosi continuano ad esserci, le persone continuano a stare male e ad aver bisogno di cure. Così come, purtroppo, continuano ad esserci decessi.

A questo, però, in tanti casi si contrappone la diminuzione dell’attenzione verso questo tema, che si traduce in un dirottamento delle energie e delle risorse verso l’emergenza Covid-19. A sollevare il problema è stata la Macmillan Cancer Support, una delle più grandi organizzazioni benefiche britanniche che fornisce assistenza sanitaria specializzata, informazioni e supporto finanziario ai malati oncologici in UK.

In un articolo pubblicato da The Guardian l’organizzazione ha lanciato un appello affinché “la ‘c’ di cancro non diventi la ‘c dimenticata’ in favore della ‘c’ di coronavirus”. L’appello arriva in seguito alla decisione dell’NHS (il sistema sanitario del Regno Unito) di riassegnare oltre 400 infermieri specializzati nei trattamenti oncologici e attivi per Macmillan ai reparti degli ospedali dell’NHS per trattare pazienti affetti da Covid-19.

Per le persone con cancro in questo momento – ha detto Lynda Thomas, amministratore delegato dell’ente benefico –, questi possono essere tempi terrificanti: isolarsi a casa, separati dai propri cari e improvvisamente sentirsi dire che il trattamento e l’intervento chirurgico che avrebbe dovuto salvare loro la vita potrebbe essere rimandato”.

Questa preoccupazione è molto concreta, in particolare in UK, dove i dati di una ricerca condotta da dall’University College di Londra (UCL) segnalano una riduzione delle presenze in chemioterapia del 60% e un calo medio del 76% delle segnalazioni di tumori per la diagnosi precoce. Questi cali sono probabilmente riconducibili alla paura che le persone hanno di poter contrarre il virus in ospedale, per la quale spesso decidono di rinunciare a curarsi. Inoltre, tanti nosocomi – proprio per incanalare più energie possibili nell’emergenza coronavirus – hanno sospeso chemioterapie e trattamenti oncologici ad hoc.

Stando a questo studio, i ricercatori temono che i decessi per cancro avranno un rialzo di circa 18.000 unità rispetto alla media dei decessi annuali per tumore nel Regno Unito, un aumento che si aggira intorno al 20%.

Ecco perché è fondamentale che la giustissima e necessaria attenzione che il mondo sanitario sta riservando al Covid-19 non si traduca in una sottrazione di risorse ed energie ad altri problemi contro cui combattiamo da tanti anni e che non hanno smesso e non smetteranno di colpire.

Sul tema è intervenuta anche l’Organizzazione delle Nazioni Unite. È di qualche settimana fa, infatti, il comunicato di  António Guterres – il Segretario Generale dell’ONU – con cui si invita a non lasciare indietro nessuno proprio perché il coronavirus “attacca tutti, indistintamente e senza tregua” e perché “le misure di contenimento, come l’allontanamento sociale e l’autoisolamento, non sono praticabili da coloro che si affidano al sostegno degli altri per mangiare, vestirsi e fare il bagno”.

Pertanto, è giusto e comprensibile che le attenzioni siano ora rivolte in gran parte all’emergenza Covid, ma è necessario che ciò avvenga senza che abbassare la guardia verso altri problemi.

Il cancro non diventi la “c” dimenticata.



EMERGENZA CORONAVIRUS

In merito all’emergenza coronavirus, la Fondazione Bartolo Longo III Millennio ha disposto un presidio informativo e di supporto per i pazienti oncologici impegnati in cicli di chemioterapia.
Tutti i dettagli sono esposti nella sezione dedicata all’emergenza (CLICCA QUI).


LEGGI ANCHE: Come il cancro mi ha preparato al coronavirus


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