Telemedicina: di cosa si tratta?

L’innovazione tecnologica può riorganizzare l’assistenza sanitaria spostandone il fulcro dall’ospedale al territorio: la telemedicina può rappresentare una parte integrante del ridisegno della rete assistenziale

Con il termine “telemedicina” si intende definire l’insieme di tecniche mediche ed informatiche che permettono la cura di un paziente a distanza o, più in generale, di fornire servizi sanitari in remoto. Nell’ambito della diagnostica clinica, è possibile, dunque, per un medico effettuare la diagnosi su un paziente che non è fisicamente nello stesso posto del medico attraverso la trasmissione a distanza di dati prodotti da strumenti diagnostici.

Una delle applicazioni più comuni nell’ambito della telemedicina è la second opinion medica, il cosiddetto “secondo parere“. Questa pratica consiste nel fornire un’opinione clinica a distanza, supportata da dati acquisiti inviati ad un medico remoto il quale li analizza e li referta, producendo, in questo modo, una seconda valutazione clinica su un paziente. Oltre al rapporto medico-paziente, le tecniche telemediche possono favorire anche la specializzazione a distanza: attraverso questo percorso, il medico in remoto può specializzare i medici che chiedono una second opinion su un caso clinico attraverso tecniche di e-learning.

La telemedicina ha raggiunto rapidamente una notevole efficienza e affidabilità sul finire degli anni ’60, grazie all’impulso avuto durante il periodo delle ricerche spaziali. Infatti, i primi esperimenti di telemedicina avevano come scopo il poter permettere un’adeguata assistenza alle persone residenti in aree geografiche più remote, oppure trovantesi in situazioni particolarmente disagiate (operatori su piattaforme petrolifere off-shore, spedizionieri artici o, appunto, spaziali). Successivamente, con la diffusione di tecniche di compressione dati più efficaci e di reti sempre più veloci, si è arrivati ad inviare tramite rete fissa anche dati molto voluminosi come le immagini di una TAC.

I servizi offerti dalla telemedicina si sono gradualmente moltiplicati. Oltre alla medicina spaziale hanno trovato applicazione nell’assistenza a distanza, nel telemonitoraggio ospedaliero, domiciliare e ambientale, nella terapia a distanza (come la teledialisi). Inoltre, la telemedicina è stata utilizzata per offrire servizi assistenziali per aree isolate a bassa densità di popolazione quali isole e/o comunità montane, servizi mobili per aree di intervento periodico o occasionale quali stadi, aree turistiche, posti di lavoro, nonché per la medicina relativa emergenze dovute a calamità e disastri.

La telemedicina nella strategia di riorganizzazione strutturale della rete di assistenza del Ministero della Salute

Nell’ambito del ridisegno strutturale ed organizzativo della rete di assistenza voluto dal Ministero della Salute la telemedicina assume grande rilevanza. Essa rientra nella strategia di definizione di nuove modalità tecnico-organizzative finalizzate a consentire l’integrazione socio-sanitaria ed a sostenere forme innovative di domiciliarità. Le applicazioni telemediche, dunque, non sostituiscono il Servizio sanitario nazionale, ma lo integrano permettendo anche di capillarizzarne maggiormente i servizi di assistenza.

Come evidenzia una nota del Ministero della salute, la telemedicina può contribuire a:

  • migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria;
  • consentire la fruibilità di cure, servizi di diagnosi e consulenza medica a distanza;
  • permettere il costante monitoraggio di parametri vitali, al fine di ridurre il rischio d’insorgenza di complicazioni in persone a rischio o affette da patologie croniche.

Con particolare riferimento all’invecchiamento della popolazione e all’aumento della cronicità delle patologie, la sanità in rete può essere, appunto, sinergica a interventi di telemedicina nelle attività di prevenzione. Ciò può essere utile soprattutto per categorie identificate a rischio, come ad esempio le persone affette da patologie cardiovascolari. Questi pazienti, pur conducendo una vita normale, devono sottoporsi ad un costante monitoraggio di alcuni parametri vitali, al fine di ridurre il rischio d’insorgenza di complicazioni.

L’interdisciplinarietà offerta dalla sanità in rete permette in questo caso di fornire al paziente un servizio migliore, attraverso una più rapida disponibilità di informazioni sullo stato della propria salute, consentendo di accrescere la qualità e la tempestività delle decisioni del medico, particolarmente utili in condizioni di emergenza e/o urgenza.

La telemedicina, nel rappresentare uno dei principali ambiti di applicazione della sanità in rete, offre potenzialità di grande rilevanza soprattutto per:

  • accrescere equità nell’accesso ai servizi socio-sanitari nei territori remoti, grazie al decentramento e alla flessibilità dell’offerta di servizi resi, la cui erogazione viene resa possibile grazie a forme innovative di domiciliarità;
  • ridistribuire in modo ottimale le risorse umane e tecnologiche tra diversi presidi, consentendo di coprire la necessità di competenze professionali (spesso carenti) ed assicurare la continuità dell’assistenza sul territorio;
  • offrire, grazie alla disponibilità di servizi di teleconsulto, un valido supporto ai servizi mobili d’urgenza, attraverso la riorganizzazione dei servizi sanitari, eventualmente mediante l’utilizzo di risorse cliniche a distanza, anche dislocate direttamente a bordo delle ambulanze.

La telemedicina nell’ambito dell’Unione Europea

La rilevanza della telemedicina e il suo impatto sulla società e sulla salute sono riconosciuti a livello internazionale. La Comunicazione della Commissione Europea COM(2008)689 recante “Telemedicina a beneficio dei pazienti, dei sistemi sanitari e della società”, emanata dalla Commissione Europea il 4 novembre 2008, è finalizzata a sostenere gli Stati membri nella realizzazione, su larga scala, di servizi di telemedicina attraverso specifiche iniziative quali:

  • creare fiducia nei servizi di Telemedicina;
  • favorirne l’accettazione;
  • apportare chiarezza giuridica;
  • risolvere i problemi tecnici ed agevolare lo sviluppo del mercato.

Nell’ambito di questa comunicazione, la Commissione europea ha individuato specifiche azioni da intraprendere a livello di ciascuno Stato membro. Tali azioni prevedono, in particolare, che ciascuno Stato membro valuti le proprie esigenze e priorità in materia di telemedicina affinché divengano parte integrante delle strategie nazionali in materia di sanità, e che ciascuno di essi valuti ed adegui le rispettive normative nazionali al fine di consentire un accesso più ampio a tali servizi, affrontando questioni quali l’accreditamento, la responsabilità, i rimborsi, la tutela della sfera privata e dei dati personali.

Il Comitato Economico e Sociale Europeo in data 23/12/2009 ha espresso un parere in merito alla Comunicazione COM(2008)689. Nelle conclusioni del Documento, la telemedicina viene definita come una sorta di “rivoluzione culturale”, il cui sviluppo deve essere visto nel quadro di un’evoluzione generale delle politiche e dei sistemi sanitari. Il documento sottolinea anche la necessità che gli utenti del sistema sanitario (organizzazioni dei pazienti, dei professionisti sanitari) siano coinvolti dal livello nazionale nella definizione delle modalità di sviluppo e finanziamento delle nuove tecnologie di telemedicina.

Anche nell’ambito dell’Agenda Digitale, predisposta dalla Commissione Europea in attuazione del piano Europa 2020 ed ufficializzata il 19 agosto 2010, viene prevista una specifica “azione chiave” su cui la Commissione europea intende focalizzarsi con il coinvolgimento degli Stati membri e degli stakeholder interessati, con l’obiettivo della diffusione dei servizi di Telemedicina.

FONTI:
[1] Enciclopedia Treccani, voce “telemedicina”. Link: http://www.treccani.it/enciclopedia/telemedicina
[2] Portale del Ministero della Salute, voce “telemedicina”. Link: http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=2515&area=eHealth&menu=vuoto
[3] Telemedicina. Linee di indirizzo nazionali. Pubblicazione del Ministero della Salute. Link: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2129_allegato.pdf
[4] Comunicazione della Commissione Europea al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni sulla telemedicina a beneficio dei pazienti, dei sistemi sanitari e della società – COM(2008)689. Link: https://ec.europa.eu/transparency/regdoc/rep/1/2008/IT/1-2008-689-IT-F1-1.Pdf

Per scaricare il documento pubblicato dal Ministero della Salute sulle linee di indirizzo nazionali clicca in basso:

Per scaricare il documento della Comunicazione della Commissione Europea COM(2008)689 clicca in basso:

LEGGI ANCHE: Malati oncologici: le prestazioni assistenziali erogate dall’Inps. Cosa c’è da sapere?

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