Carcinoma al seno: scoperto l’enzima colpevole delle metastasi

Secondo gli ultimi dati, sono 37.100 le italiane che convivono con un carcinoma al seno metastatico. Ogni giorno 29 donne scoprono una ripresa della malattia mentre ad altre 9, fin dalla prima diagnosi, viene comunicato che il loro tumore è già metastatico.

Pochi giorni fa è stato scoperto che bloccare l’attività di un singolo enzima, l’Mmp9, può impedire la diffusione delle metastasi del tumore al seno, rendendolo meno e aggressivo e mortale.

A dimostrare il legame tra inattivazione dell’enzima e l’arresto della proliferazione metastatica è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell’Università della California di San Francisco che hanno collaborato con i colleghi del Dipartimento di Regolazione Biologica presso l’Istituto Weizmann per le Scienze di Rehovot, in Israele. Il risultato potrebbe aiutare la lotta alle metastasi e migliorare le chance di successo dell’immunoterapia.

Durante i test, gli scienziati hanno scoperto che l’enzima è essenziale per la diffusione delle metastasi e non per la crescita del tumore primario. In pratica, Mmp9 si inserisce nel tessuto sano degli altri organi, adattandolo per ospitare le cellule malate provenienti dal tumore primario alla mammella dando vita ai tumori secondari.

Utilizzando uno specifico anticorpo che blocca l’azione dell’enzima, gli scienziati hanno impedito alle cellule cancerose di colonizzare i polmoni, una delle sedi principali in cui attecchiscono le metastasi del cancro al seno, favorendo il reclutamento e l’attivazione delle cellule immunitarie nei siti delle metastasi. Secondo i ricercatori, questo accade perché Mmp9 costruisce intorno alla stesse metastasi una rete che nasconde le cellule maligne al sistema immunitario.

Benché incoraggianti, bisogna usare la massima cautela in quanto i risultati dovranno essere confermati anche in studi clinici.

La strada è ancora lunga, ma se la percorriamo tutti insieme possiamo farcela.

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